I gamberetti del Sulawesi

 

Sulawesi (anche conosciuta come Celebes) e’ una isola Indonesiana

(in sud-est asiatico, nel mar della Cina) conosciuta da molti decenni in acquariofilia per alcune interessanti specie di pesci endemici;



Quali, ad esempio, i bellissimi Aterinidi dei generi Telmaterina e Marosatherina (es. M. ladigesi) ed i generi Dermogenys e Nomorhamphus (es. N. celebensis).

Telmatherina ladigesi Nomorhamphus celebensis  
Telmatherina ladigesi Nomorhamphus celebensis


Negli ultimi anni però, Sulawesi sta venendo riscoperta e conosciuta in acquariofilia per alcune specie di gasteropodi (lumache del genere Tylomelania) e, soprattutto, di crostacei (gamberetti del genere Caridina) che popolano i suoi laghi; Quali il lago Poso e, soprattutto, i laghi facenti parte del sistema lacustre Malili; In particolare i laghi Matano e Towuti

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Caridina spinata. solo Towuti Caridina dennerli. Solo Matano

 

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Caridina glaubrechti. solo Towuti Caridina woltereckae. Solo Towuti

 

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Caridina striata. Towuti e Mahalona Caridina holthuisi. Matano, Mahalona, Towuti

 

La straordinaria bellezza dei gamberetti del Sulawesi ha spinto quindi già da qualche anno molti appassionati a tentare l’allevamento e la riproduzione di varie specie, man mano che queste venivano scoperte e descritte.

Andando però incontro a molti fallimenti e difficoltà spesso insormontabili.
Con problemi che si presentano generalmente con elevate morie e difficoltà nella riproduzione.
E che hanno finora limitato la diffusione nel nostro hobby di questi animali.

Alla ricerca di informazioni più dettagliate e della metodologia migliore per allevare queste specie, diversi studiosi si sono quindi recati sul posto per analizzare i vari biotopi ed ecosistemi e cercare di comprendere le necessità vitali di queste specie.
E questo ha portato ai primi risultati interessanti.

Vediamo quindi più in dettaglio questi ecosistemi e le loro caratteristiche, così da capire come mantenere al meglio questi splendidi animali.

Il bacino lacustre Malili

Il Malili è un complesso lacustre che consiste di cinque laghi interconnessi, che hanno come emissario il fiume Larona, che scorre in direzione ovest, verso Bone Bay.

Questi cinque laghi sono:

- Lago Matano
- Lago Mahalona
- Lago Towuti
- Lago Lontoa
- Lago Masapi


Il lago Matano è il più a nord e riversa nel lago Mahalona tramite il fiume Petea.

Il lago Mahalona è un lago relativamente piccolo, che riceve dal lago Matano tramite il fiume Petea ed, a sua volta, riversa nel lago Towuti tramite il fiume Mahalona (chiamato anche Tominanga).

Il lago Towuti è il più grande ed il più meridionale del complesso Malili e da esso provengono la maggior parte delle specie di nostro interesse.

I laghi Lontoa e Masapi sono dei piccoli laghi satelliti e non sono direttamente connessi ai tre laghi maggiori, pur facendo comunque parte dello stesso bacino lacustre.

Vi è una grossa variabilità tra superficie e profondità in questi cinque laghi ed anche una discreta variabilità nella composizione chimica dell’acqua tra l’uno e l’altro.

 

Caratteristiche geofisiche del bacino lacustre Malili


Il clima nella regione è tropicale-umido e manca di marcate fluttuazioni stagionali di temperatura o di variabilità annuali (Hope 2001).
Le temperature nell’area del bacino del Malili variano all’interno dell’anno tra circa 23 °C e circa 31 °C, ma quelle dei laghi rimangono molto più stabili, avendo escursioni di pochi gradi e rimanendo generalmente tra 28,5 e 30,5 gradi Celsius.


La geologia superficiale del bacino lacustre del Malili è dominata da sedimendi lateritici nickel-ferrosi (con contenuto di ossidi ferrici fino al 60%) sviluppatisi da rocce ultrafemiche (contenuto Ferro-Magnesiaco > 90%) di origine ofiolitica* (Golightly 1981).


*Le Ofioliti sono sezioni di crosta oceanica e del sottostante mantello che sono state sollevate o sovrapposte alla crosta continentale fino ad affiorare.

I terreni lateritici (molto ricchi di Ferro ed altri ossidi metallici) nei sistemi immissari, forniscono un quantitativo importante di particolato di Ossi-idrossidi Ferrici ai laghi.

Come risultato, i sedimenti dei laghi del complesso lacustre Malili, sono ricchi di Ferro e contengono più del 20% in peso di ossi-idrossidi Ferrici (Crowe et al. 2004).

Come diretta conseguenza di questa immissione e ricchezza di ossidi ferrici nelle acque dei laghi, la quantità di Fosforo (Fosfati) disciolta nelle acque superficiali dei laghi del Malili è estremamente bassa (gli ossidi ferrici adsorbono i Fosfati) e, generalmente, al di sotto dei limiti di rilevazione strumentali.

Questa forte carenza di Fosforo disciolto, unita alla particolare composizione dell’acqua (acqua bicarbonato-magnesiaca con elevata quantità di metalli) ha fatto si che nel bacino lacustre del Malili si creasse un ecosistema particolarissimo; caratterizzato da altissimo endemismo e bassissima produttività, risultante dalla combinazione di limitazione dei nutrienti e tossicità da metalli (Sabo 2006).

Per tutto questo il complesso lacustre del Malili è stato considerate un vero e proprio laboratorio naturale; una sorta di corrispettivo acquatico delle isole Galapagos.

La carenza di Fosforo, in particolare, fa sì che questi laghi (come anche il lago Poso) vengano considerati laghi ultra-oligotrofici; con bassissimo livello di nutrienti disponibili per la vita vegetale ed animale e, quindi, con biomassa Fitoplanctonica estremamente bassa (Lehmusluoto 1997; Haffner et al. 2001; Sabo et al. 2008) e catene nutritive semplici.

Il maggior impatto sulla composizione ionica delle acqua è dato dall’erosione della suddetta roccia ultrafemica ed è palesato quindi dall’elevato contenuto di Magnesio e dal rapporto tra Sodio e Calcio.

La maggior parte degli elementi, ad eccezione di Magnesio, Silice e Bicarbonati, sono presenti in bassa quantità rispetto alla media presente nelle tipiche acque fluviali o lacustri.

Vediamo quindi un po' più in dettaglio le caratteristiche dei due laghi principali: il Matano ed il Towuti



Il lago Matano


E’ un lago di origine tettonica, situato a 396 metri s.l.m. ed ospitato in una vasta depressione profonda più di 590 metri, risultando l’ottavo lago più profondo sulla terra.
Il lago è lungo circa 28 Km, largo circa 8 Km, con una superficie di circa 164 Km2. Il pH del lago è fortemente alcalino, con misurazioni che vanno da circa 8.23 a circa 9.61 [5, 8].

La Conduttività oscilla tra circa 134 e circa 177 uS/cm [8].
Durezza Totale (espressa in dGH) ed Alcalinità (espressa in dKH) variano mediamente tra 4 e 5

La temperatura del lago è piuttosto stabile tra 28,5 e 29,5 gradi Centigradi.

Il lago si trova all’interno di un bacino ferroso che gli conferisce la più alta concentrazione di Ferro di qualsiasi altro lago d’acqua dolce sulla terra, con 2 µmol l–1 (0,11169 mg/l) nell’epilimnion (acque superficiali) e fino a 140 µmol l–1 (7,82 mg/l) nelle acque profonde (Crowe et al. 2008a, 2008b).

Inoltre, il lago Matano è caratterizzato da livelli bassissimi e limitanti di Fosforo dissolto (soluble reactive phosphate - SRP < 0.2 µmol/litro) e di Azoto (< 5 µmol/litro) (Sabo et al. 2008) e da concentrazioni potenzialmente tossiche di Cromo (180-236 nmol/litro = 0,0094-0,0123 mg/l; Crowe et al. 2008b; Sabo 2006) e di Nickel (61.4 nM = 0,0036 mg/l) nelle acque superficiali.



L’SRP aumenta invece spostandoci verso le profondità del lago, via via che il Ferro presente nell’ossido Ferrico viene ridotto da Ferro Ferrico (ossidato/trivalente) a Ferroso (ridotto/bivalente) con conseguente rilascio del Fosfato precedentemente adsorbito.



Questo indica che la geochimica del lago Matano è intimamente legata al ciclo del Ferro e che la concentrazione del Fosforo nell’epilimnion è limitata dall’adsorbimento sul particolato o i colloidi di ossi-idrossidi Ferrici.

In conseguenza delle bassissime concentrazioni di Fosforo e Azoto e dei valori relativamente tossici di Ferro, Cromo e Nickel, non sorprende quindi che il lago Matano abbia una tra le più basse produttività di fitoplancton tra tutti i laghi tropicali e temperati antichi, con un picco di biomassa a circa 0.013 mg l–1; bassissimo perfino a paragone con i laghi ultra-oligotrofici, come il Great Bear Lake (0.06–0.09 mg/l) nell’artico Canadese (Sabo 2006, Sabo et al. 2008).

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Il lago Matano quindi viene categorizzato come un lago ultra-oligotrofico, sulla base dello stato trofico dei singoli parametri e del loro complesso [5], nonché sulla base dei bassi livelli di fotosintesi (carbon fixation rates) [6].



Oltre alla roccia ultrafemica, lungo le sponde meridionali del lago Matano, si rinvengono banchi calcarei e silicei.
Che contribuiscono a modificare la chimica dei laghi a valle.

Le poche specie di piante acquatiche adattatesi a vivere in questo ambiente, appartengono ai generei Ottelia, Eriocaulon e Lymnocharus.

Le specie di Caridina residenti nel lago Matano sono:

- Caridina Dennerli
- Caridina holthuisi
- Caridina lanceolata
- Caridina loehae
- Caridina mahalona
- Caridina masapi
- Caridina parvula

 

Il lago Towuti


E’ il lago più vasto del complesso Malili, situato a 293 metri sul livello del mare e con lunghezza e larghezza massime di quasi 45 Km e 25 Km rispettivamente, per una superficie di 560 km2 ed una profondità massima di 205 m (Russell et al., 2014).

Anch’esso, come il Matano, è un lago ultra-oligotrofico ed improduttivo (Tierney and Russell 2009) per via prevalentemente dell’effetto adsorbente deli Ossi-Idrossidi Ferrici sui Fosfati e, conseguentemente, della loro scarsità.

Tuttavia lo è meno del lago Matano e riesce a mantenere una biomassa superiore a quella del lago Matano e contiene il più largo numero di specie totali, con almeno 13 specie di gamberi, 10 specie di molluschi, 10 specie di pesci e 154 taxa di diatomee, 39 delle quali endemiche (Brooks 1950; Kottelat 1990b; Bramburger et al. 2004; Herder et al. 2006b; von Rintelen et al., in press).

Il pH del lago è alcalino, con misurazioni che vanno da circa 7.5 a circa 8.4.
La Conduttività oscilla mediamente tra circa 150 e circa 210 uS/cm.
Durezza Totale (espressa in dGH) ed Alcalinità (espressa in dKH) variano mediamente tra 5 e 7

La temperatura del lago è piuttosto stabile tra 29 e 30,5 gradi Centigradi La chimica del lago Towuti è dominate dai bicarbonati (HCO3-) e dal Magnesio (Mg++) di cui si arricchisce in particolare tramite i suoi affluenti a sud del lago Mahalona, in particolare tramite il fiume Mahalona (Lehmusluoto et al., 1995; Haffner et al., 2001; Vuillemin et al., 2016).



Le specie di Caridina residenti nel lago Towuti sono:
- Caridina glaubrechti
- Caridina holthuisi
- Caridina lanceolata
- Caridina lingkonae
- Caridina loehae
- Caridina masapi
- Caridina parvula
- Caridina profundicola
- Caridina spinata
- Caridina spongicola
- Caridina striata
- Caridina tenuirostris
- Caridina woltereckae


Allevamento dei gamberetti del complesso Malili (laghi Matano, Mahalona, Towuti).


L’allevamento di questi animali dipende fortemente da quanto abbiamo detto circa le caratteristiche delle acque di provenienza.

Necessitano innanzitutto di acqua estremamente pulita, con bassissimo apporto di sostanza organica e priva di sostanze azotate (amminoacidi, Ammonio-Ammoniaca, Nitriti, Nitrati, Urea, etc.) e di Fosforo solubile (Fosfati disciolti).

Necessitano inoltre di bassa conduttività (circa 130 – 250; anche in funzione della località di provenienza) ed alto pH (circa 8.0 – 8.5; anche in funzione della località di provenienza.

Necessitano inoltre di acqua dalle caratteristiche (bilanciamento ionico) più vicino possibile alle acque da cui proviene la propria specie.
In generale sono acque dal bassissimo contenuto di Solfati, Cloruri, Sodio e Potassio; medio-basso contenuto di Calcio; medio-alto contenuto di Magnesio, Bicarbonati.
Si ritrovano inoltre medio-alti livelli di Ferro e Silicati.

Il lago Matano ed il lago Towuti poi, differiscono in alcune caratteristiche chimico-fisiche (Conduttività e bilanciamento ionico) per cui è altamente consigliabile allevare i singoli animali in acqua dalle caratteristiche più simili al luogo di provenienza della propria specie.

Questi gamberetti sono ottimi mangiatori di alghe e si nutrono essenzialmente di alghe e biofilm che cresce sulle pietre e sulla sabbia.
Risulta comunque difficile in acquario ottenere una buona crescita algale e, contemporaneamente, mantenere le caratteristiche dell’acqua necessarie al benessere dei gamberetti (assenza di fosfati e composti azotati).

E’ bene quindi provvedere alla crescita delle alghe su pietre ospitate in altre vasche (più ricche di nutrienti) e poi spostarle nelle vasche di allevamento dei gamberetti.
Ovvero nutrire I gamberetti con mangimi artificiali, ricchi di sostanze vegetali.
Stando sempre attenti a mantenere la pulizia e la salubrità dell’acqua (tramite il controllo dei parametri suddetti).

Nelle condizioni adatte, questi gamberetti si riproducono spontaneamente, ma la popolazione cresce abbastanza lentamente, perché non producono molte uova per volta ed il tasso di riproduzione non è elevato.

Le femmine producono circa una quindicina di uova, che la femmina mantiene durante tutto il processo di incubazione (circa 3-4 settimane), finchè le uova schiudono ed i piccoli vengono rilasciati già formati nell’ambiente circostante.

In definitiva, le Caridine del Sulawesi sono tra le specie di gamberetti più interessanti per la loro bellezza e la particolarità del loro habitat naturale.



Riuscire a ricreare una vasca biotopo di un lago del Sulawesi e riuscire nell’allevamento di organismi endemici (pesci, piante, gamberetti, lumache) e’ quindi senz’altro un progetto di grande interesse, che può riservare grandi soddisfazioni all’appassionato.

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MA...

Nel contempo però, mantenere un acquario dedicato ai laghi del Sulawesi e ad i suoi abitanti e l’allevamento di questi ultimi, può risultare molto impegnativo e, se non ben fatto, anche molto frustrante.

Di questo si sono resi velocemente conto i primi appassionati che hanno tentato a mantenere ed allevare i primi gamberetti importati dal Sulawesi che presto si sono trovati di fronte a morie elevate.

Questo proprio per le caratteristiche peculiari degli habitat naturali in cui questi animali si sono evoluti ed adattati. Caratteristiche che è assolutamente indispensabile replicare per mantenerli in perfetta salute anche in un ambiente confinato come un acquario.

Queste caratteristiche riguardano essenzialmente quelle chimico-fisiche dell’acqua (pH, temperatura e Conduttività) e la sua composizione chimica (concentrazione e rapporto tra gli ioni).

Proprio la ricostruzione ed il mantenimento di queste caratteristiche fisico-chimiche ha rappresentato inizialmente un grosso problema per i primi appassionati.

Soluzione

Ben presto però si è cominciato a studiare più approfonditamente gli ecosistemi di origine di questi gamberetti, pervenendo alle prime formulazioni di sali di reintegro che permettessero di ricostruire l’acqua demineralizzata nella maniera più consona agli animali allevati.

Problema

Purtroppo anche in questo esiste una limitazione/problematica: Le acque dei laghi del Sulawesi (es. Matano e Towuti) sono essenzialmente acque carbonatiche ed i sali necessari a riprodurli devono necessariamente essere ricchi di carbonati, che risultano difficilmente solubili.

Ecco quindi che il reintegro minerale dell’acqua demineralizzata in queste vasche risulta estremamente difficoltosa.

Per riuscire a discioglierli nell’acqua demineralizzata si rende quindi necessario fare ricircolare l’acqua nel recipiente utilizzato per lungo tempo (anche una settimana), ovvero diffondere nel contenitore della CO2, per permettere lo scioglimento dei Carbonati (insolubili) tramite la loro trasformazione in Bicarbonati (solubili).

Da rimarcare che poi, dopo lo scioglimento dei Carbonati (diventati Bicarbonati), bisognerà eliminare dall’acqua la CO2 disciolta per re-innalzare il pH verso i valori alcalini necessari a questi animali ed evitare loro uno shock molto pericoloso.
Una procedura quindi non semplice, né rapida.

SOLUZIONE ALXYON

Affrontando la tematica dell’allevamento di questi animali, alxyon si è proposta di sviluppare una soluzione efficace e semplice, risolvendo anche quest’ultimo problema.

E questo viene fatto formulando degli integratori minerali che riproducono fedelmente la particolarissima composizione chimica delle acqua dei laghi Matano e Towuti e presentandoli sottoforma di miscele fluide, in cui parte dei carbonati sono già presenti come Bicarbonati.

Non necessitano quindi di lunghe e difficoltose operazioni di scioglimento, né di erogazione (e successiva eliminazione) di CO2.
Si possono miscelare direttamente all’acqua demineralizzata e questa può essere introdotta circa immediatamente in vasca. La piccola quantità di Carbonati non ancora disciolti aiuterà a mantenere il pH in vasca sui valori alcalini tanto importanti per queste specie.

Raccomandazioni:

 

1)
Vasca non troppo alta, in modo da avere una ottima presenza di ossigeno ed una ampia superficie di contatto con l‘atmosfera; con un impianto di filtrazione che movimenti molto bene l’acqua in ingresso in vasca, in modo tale da permettere una rapida ossigenazione e contemporanea dispersione della CO2 prodotta e conseguente mantenimento del pH elevato necessario a questi organismi.

2)
Substrato ed arredi molto porosi (idealmente rocce laviche) in modo da fornire una grossa superficie disponibile alla colonizzazione batterica ed algale (biofilm).
Ad esempio:
- alxyon V1 (https://www.alxyon.com/it/substrato-plantacquari/substrato-alxyon-v1-12-litri)

3)
Acqua demineralizzata ricostruita con sali appositamente formulati per riprodurre fedelmente la particolare composizione chimica di questi laghi.
Ad esempio:
- alxyon Specialized Matano (https://www.alxyon.com/it/sali-per-osmosi/matano-750-ml)
- alxyon Specialized Towuti (https://www.alxyon.com/it/sali-per-osmosi/towuti-750-ml)

4)
Usare SEMPRE del carbone attivo nel filtro per abbattere la sostanza organica disciolta (DOM = Dissolved Organic Matter; DOC = Carbonio Organico Disciolto; DON = Dissolved Organic Nitrogen).
Ad esempio:
- alxyon C1 (https://www.alxyon.com/it/water-care/carboni-attivi/carbone-attivo-alxyon-c1)

5)
Effettuare settimanalmente un cambio d’acqua, con rimozione della sostanza organica eventualmente accumulata nel filtro ed a livello del fondo in modo tale da mantenere al livello più basso possibile DOM, DON ed SRP in vasca

6)
Fornire cibo adeguato (alghe coltivate in altre vasche o cibo a base di alghe)


Crediti:

Ringraziamo Chris Lukhaup per le sue belle foto

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